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Comprendere l’impronta di carbonio: un passo fondamentale nella trasformazione verde aziendale

Time : 2026-09-15

"Doppio Carbonio "impronta di carbonio " ricorre con frequenza nelle politiche, nei rapporti settoriali e nei bilanci annuali delle imprese. Che cos’è? Qual è il suo significato per le aziende? Perché un numero sempre maggiore di fabbriche ottiene la certificazione dell’impronta di carbonio?

I. Che cos’è un impronta di carbonio ?

L'impronta di carbonio è l'insieme delle emissioni di gas serra causate da un'impresa, un'attività, un prodotto o un individuo, solitamente misurata in equivalenti di anidride carbonica (CO₂e). Essa copre l'intero ciclo di vita del prodotto: dalle materie prime, alla produzione e al trasporto, fino all'uso e allo smaltimento.

La contabilizzazione è generalmente suddivisa in tre ambiti:

Ambito 1: Emissioni dirette. Esempi includono le emissioni derivanti dalla combustione di carburanti e dalle reazioni chimiche durante i processi produttivi.

Ambito 2: Emissioni indirette. Esempi includono le emissioni associate all'elettricità, al vapore o all'energia termica acquistati.

Ambito 3: Emissioni indirette lungo la catena del valore. Ciò comprende sia gli input a monte (materie prime e trasporti) sia quelli a valle (uso finale e smaltimento a fine vita). Per le imprese manifatturiere, le emissioni dell'Ambito 3 rappresentano spesso la quota maggiore — talvolta quasi il 70%.

I confini della contabilizzazione seguono tipicamente un approccio "dalla culla al cancello" oppure "dalla culla alla tomba".

II. Perché sta diventando sempre più importante?

Dal punto di vista normativo, la gestione dell’impronta di carbonio è stata elevata a requisito istituzionale formale. I piani per il periodo del "Quindicesimo Piano Quinquennale" prevedono l’adozione di standard per la contabilizzazione dell’impronta di carbonio dei prodotti, per la certificazione con etichettatura carbonica e per il riconoscimento reciproco internazionale. Entro la fine del 2025, il mio Paese aveva emanato 15 norme nazionali per la contabilizzazione dell’impronta di carbonio dei prodotti, coprendo settori quali acciaio e ferro, cemento e batterie al litio.

Sul mercato, l’impronta di carbonio sta diventando un "passaporto verde" per il commercio internazionale. Misure quali il meccanismo europeo di adeguamento ai confini in materia di carbonio (CBAM), le valutazioni della catena di approvvigionamento da parte di multinazionali e gli standard di approvvigionamento stabiliti dalle imprese statali centrali conferiscono ai fornitori a basse emissioni di carbonio un vantaggio competitivo. La gestione dell’impronta di carbonio è passata da un "compito facoltativo" a un "requisito obbligatorio".

Per le imprese stesse, la contabilizzazione consente di ottenere una visione chiara delle proprie emissioni di carbonio, di identificare le aree principali su cui intervenire per ridurle e di ottimizzare i costi energetici.

III. Come vengono effettuate la contabilizzazione e la certificazione?

La contabilizzazione si basa su standard quali ISO 14067, PAS 2050 e GB/T 24067-2024. Il processo prevede la definizione del soggetto e dell’unità funzionale, la mappatura del flusso di processo, la definizione dei confini, la raccolta dei dati, il calcolo dell’impronta di carbonio e la verifica da parte di un ente terzo.

La certificazione segue un modello che comprende la revisione dei documenti, l’ispezione iniziale dello stabilimento, la verifica dell’impronta di carbonio del prodotto e la sorveglianza successiva alla certificazione. Le imprese presentano domande e ottengono la certificazione dopo aver superato le revisioni e le verifiche; i certificati hanno generalmente una validità di due anni e sono soggetti a controlli periodici. Gli strumenti digitali migliorano l’efficienza: ad esempio, l’uso del big data nel settore energetico consente la raccolta in tempo reale dei dati sui consumi energetici, riducendo così i tempi di calcolo e i costi.

IV. Azioni dello stabilimento

Il nostro stabilimento sta attualmente perseguendo attivamente la certificazione dell’impronta di carbonio. Questa iniziativa risponde alla strategia nazionale "Doppio Carbonio" e mira a rafforzare la nostra competitività verde. Conformandoci alle prassi consolidate del settore, stiamo analizzando le emissioni di carbonio lungo l’intero ciclo di vita dei nostri prodotti — dalla materia prima, passando per la produzione, fino all’uscita dallo stabilimento — identificando nel contempo le fonti di emissione e istituendo registri dati completi.

Per ridurre le emissioni di carbonio, la fabbrica sta ottimizzando il proprio mix di consumo energetico, implementando aggiornamenti tecnici per il risparmio energetico, rafforzando la gestione dell’energia e abbassando l’intensità di emissioni di carbonio per unità di prodotto. Stiamo inoltre esplorando l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, come la generazione di energia fotovoltaica.

La certificazione dell’impronta di carbonio offre tre benefici chiave: migliora la competitività sul mercato, poiché i prodotti a basso contenuto di carbonio sono sempre più apprezzati dai clienti; costruisce fiducia all’interno della catena di fornitura, con i dati sul carbonio che fungono da criterio per la valutazione dei fornitori; e getta le basi per una futura gestione del carbonio, sostenendo interventi mirati di riduzione delle emissioni.

Conclusione

L’impronta di carbonio rappresenta molto più di una semplice serie di cifre; essa simboleggia l’impegno di un’impresa nei confronti dell’ambiente e del futuro. Dal calcolo delle nostre emissioni di partenza fino al conseguimento della certificazione, ogni passo segna un progresso concreto nella nostra trasformazione verde. Crediamo che adottare tempestivamente la gestione delle emissioni di carbonio ci consentirà di ottenere un vantaggio competitivo nel percorso verso la sostenibilità. Comunicheremo gli aggiornamenti sul processo di certificazione non appena disponibili; vi invitiamo a restare in ascolto.